Pedro Alonso Lopez

0 Condivisioni

Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di PEDRO ALONSO LOPEZ.

Pedro Alonso Lopez

Pedro Alonso Lopez, nato l’8 ottobre del 1948, è stato uno spietato serial killer colombiano che soprannominarono come il mostro delle Ande. Viene considerato come uno dei serial killer più sanguinari della Colombia, insieme alla Bestia Luis Alfredo Garavito, poiché fu colpevole di 110 omicidi accertati e probabilmente pose fine alla vita di almeno 310 donne.

Chi era Pedro Alonso Lopez

Pedro Alonso Lopez nasce a Tolmia (Colombia) l’8 ottobre del 1948, durante un periodo di particolari conflitti sociali, poiché giusto un anno prima viene assassinato il politico liberal popolare Jorge Eliecer Gaitan Ayala e il paese sprofonda nella guerra civile. Il periodo d’anarchia si protrae per ben 10 anni e costa alla nazione qualcosa come 200.000 morti.

Sua madre era una prostituta e quando aveva soltanto 8 anni lo cacciò di casa, poiché lo aveva scoperto che molestava sessualmente la sorella più piccola. Pedro Alonso Lopez non si diede per vinto e ritornò nella sua casa, ma la madre, furiosa, lo caricò su un autobus e lo abbandonò a più di 200 miglia di distanza da casa.

Il piccolo Lopez da quel momento visse vagabondando per strada, tirando avanti con piccole elemosine e furtarelli in mezzo al pericoloso clima da guerra civile. Un giorno fu avvicinato da un vecchio che, con la scusa di aiutarlo, lo rapì e lo sodomizzò per ore. Superata quella traumatica esperienza da Brividi Horror, un anno dopo si spostò a Bogotà, dove fu trovato e adottato da una coppia di americani benestanti. Rimase con loro fino ai 12 anni, quando dopo un tentato abuso di un insegnate della scuola che stava frequentando, rubò dei soldi e scappò, tornando a vagabondare e diventando un abilissimo ladro di macchine. Nel 1958 il periodo della Violencia finì e il clima stava tornando alla normalità.

A dispetto delle sue capacità, nel 1969, a 18 anni, Pedro Lopez fu arrestato per furto d’automobili e condannato a 7 anni di prigione. È dentro da appena due giorni quando subisce una violenza sessuale da parte di quattro detenuti più anziani di lui. In seguito a questo episodio giura a se stesso che nessuno lo toccherà di nuovo e con un rudimentale coltello ammazza i quattro uomini che lo avevano stuprato. Le autorità giudicano il caso come legittima difesa e si limitano ad aggiungergli altri due anni rispetto alla condanna iniziale per furto.

Pedro Lopez, impazzito a causa dell’infanzia bruciata, della figura di sua madre, degli stupri ricevuti, degli omicidi e del carcere, sviluppò una forma di misoginia: odiava le donne, poiché gli ricordavano la figura di sua madre. Uscito di carcere nel 1978, non si sposò mai, divenne dipendente da riviste di pornografia esplicita e soprattutto il serial killer senza scrupoli che soprannomineranno come il mostro delle Ande.

Il serial killer Pedro Alonso Lopez

Uccidendo per misoginia, le vittime di Pedro Alonso Lopez erano tutte donne, ragazzine o bambine. In genere, dopo averle adescate con un corteggiamento o dei regali, le attirava in un luogo isolato e le stuprava per ore. Soltanto dopo le strangolava a mani nude mentre le guardava negli occhi, cosa che lo eccitava molto. Tutti gli omicidi avvenivano di giorno o all’alba, ma non di notte: secondo lui il buio gli impediva di vedere bene il momento dell’omicidio.

Dopo averle uccise trascorreva delle ore in compagnia del cadavere. A volte li accumulava e li faceva sedere su una tavola imbandita, gli offriva del tè e ci chiacchierava. Quando si stancava li seppelliva in fosse scavate già pronte, spesso in gruppi di 3 o 4 morti, perché era convinto che amassero la compagnia. Il mostro delle Ande era un serial killer da brividi e uccideva almeno 3 donne a settimana, strangolandole così forte che ad alcune erano schizzati fuori gli occhi dalle orbite.

Quando si spostò in Perù, uccise almeno 100 donne appartenenti alle varie tribù Indios, finché fu scoperto dalla tribù indigena degli Ayacuchos mentre cercava di violentare una bambina di 9 anni. Gli indigeni lo catturarono e lo seppellirono nel terreno, lasciandogli la testa scoperta. Se non fosse intervenuta una missionaria americana che spiegò agli indigeni che la sua morte era irreligiosa, lo avrebbero cosparso di un liquido che attirava gli insetti e l’avrebbero fatto sbranare vivo.

Convinti dalla missionaria, la tribù consegnò il serial killer alla polizia, che tuttavia reputò di poco conto quanto accaduto con gli indigeni e lo deportò in Ecuador. Così fu libero di girare indisturbato e assassinò in qualche anno 100 donne in Colombia e almeno 110 nell’Ecuador.

La fine del serial killer

Pedro Alonso Lopez fu arrestato dopo un tentativo di rapimento e stupro ai danni di una bambina di 10 anni; la madre aveva notato il serial killer mentre si allontanava con la figlia nella zona del mercato e iniziò a urlare, attirando i presenti che lo fermarono.

«A me piacciono le ragazze dell’Ecuador» disse e aggiunse: «sono molto docili, gentili e innocenti, danno maggiore confidenza; non come le colombiane che sospettano degli estranei.»

Nel corso delle sue confessioni, il mostro delle Ande giustifica i suoi crimini con la vita dura che ha dovuto affrontare. «Persi la mia innocenza all’età di otto anni, così decisi di fare lo stesso nei confronti della maggior parte delle ragazze che potevo incontrare.»

Confesserà alla polizia gli oltre 100 omicidi del Perù, i 100 della Colombia e gli oltre 110 dell’Ecuador, la sua infanzia e il suo modus operandi. Tuttavia gli inquirenti riusciranno a trovare soltanto 110 cadaveri e gli attribuiranno quelli.

Nel 1980 lo condannano all’ergastolo in Ecuador, che lì significa un massimo di 20 anni, e viene quindi rilasciato in gran segreto nel 1999 sul confine della Colombia. Il mostro delle Ande sa bene che in Colombia e in Perù lo aspetterebbero tempi duri, processi, prigione e morte, così prova a restare sul territorio ecuadoregno. Nel 2002 le autorità gli hanno attribuito un nuovo omicidio, ma Pedro Lopez nel frattempo aveva fatto perdere le proprie tracce; nessuno sa se sia vivo oppure morto.

Mentre era in prigione in Ecuador, al corrispondente del National Examiner: Pedro Alonso Lopez disse, vantandosi: «Io sono l’uomo del secolo, nessuno potrà mai dimenticarsi di me.»

0 Condivisioni

Add Comment