SYLVIA LIKENS è stata una ragazza americana vittima di terrificanti torture che portarono alla sua morte. La tortura e l’assassinio di questa sedicenne furono descritti dal pubblico ministero come “il peggior crimine mai commesso nello Stato dell’Indiana“.

Chi era Sylvia Likens
Sylvia Likens nacque il 3 gennaio del 1949 a Lebanon, in Indiana, ed era la terza figlia di due giostrai. I due giostrai avevano 5 figli che lasciavano sempre da qualche parente per vicissitudini lavorative. Qualche anno dopo i due si separarono e i bambini rimasero a vivere con la madre, almeno fino a quando fu arrestata e incarcerata per un furto. A quel punto Lester Likens fu costretto a riprendersi i tre figli più piccoli, poiché i primi due erano già andati via di casa.
Lester, nella sua vita di nomade, non poteva portarsi dietro i tre figli e decise di affidarli a una donna che aveva conosciuto quando entrambi lavoravano in una lavanderia. Si trattava di Gertrude Van Fossan, conosciuta come Gertrude Baniszewski dal nome dell’ex marito, divorziata e madre di sette figli. Le promise 20 dollari a settimana per il mantenimento dei figli e le lasciò carta bianca sulla loro educazione.
Proprio in questo momento, la vita già travagliata di Sylvia Likens divenne da brividi horror…
Chi era Gertrude Baniszewski
In questa storia horror, la psicopatica assassina è Gertrude Baniszewski, che in tutta quella follia fu aiutata da due dei suoi figli e due giovani del quartiere, Coy Hubbard e Richard Hobbs.
Gertrude Baniszewski (1929 – 1990), nota anche come Madre tortura, nasce nel 1929 ed è la terza di sei figli. All’età di 18 anni si sposa con Giovanni Baniszewski, un uomo burbero, spesso instabile e violento, da cui avrà sei figli. Il matrimonio, per niente felice, giunge all’inevitabile divorzio. Per un paio di anni Gertrude si occupò dei figli e del lavoro, ma nel 1966, a 37 anni, iniziò a frequentare un 23enne da cui ebbe un altro figlio. Tuttavia il suo giovane compagno, dopo averle inflitto molte violenze, alla nascita del figlio scappò e non si fece più vedere.

Nel 1965, i figli di Gertrude avevano tra gli 8 ed i 17 anni, tranne l’ultimo di pochi mesi. Le figlie più grandi, Paula e Stephanie, frequentavano la stessa High School di Sylvia, Jenny e Benny Likens.
Gertrude, descritta in seguito come una persona “emaciata e smunta, sottopeso e asmatica”, quando iniziarono a saltare i primi pagamenti per il mantenimento dei ragazzi, allora iniziò a torturarli per ogni ragione possibile, prima picchiandoli con una pagaia e in seguito utilizzando metodi da brividi horror nei confronti di Sylvia.
Le torture subite da Sylvia Likens
Ben presto Gertrude Baniszewski focalizzò la sua rabbia verso Sylvia Likens, utilizzando le scuse più futili possibili, come quando l’accusò di avere rubato delle caramelle. Un giorno trascinò Sylvia per i capelli lungo le scale, la picchiò con un bastone e la rinchiuse nello sgabuzzino per tre giorni senza mangiare e bere. Non contenta dei suoi indicibili atti, incitò i suoi figli a utilizzare la ragazza come sfogo e divertimento. Disse loro che potevano picchiarla, seviziarla, buttarla giù per le scale e molto altro.
Paula e Stephanie, a scuola godevano della fama di ragazze particolarmente “facili”, e Gertrude si fissò sull’idea che questo dipendesse dal fatto che Sylvia aveva sparlato pubblicamente di loro. Il ragazzo di Stephanie, Coy Hubbard, aizzato da Gertrude, cominciò ad aggredire Sylvia in ogni occasione. Nel tempo Gertrude prese l’abitudine di invitare qualunque ragazzo o bambino del quartiere a picchiare Sylvia e finì per portarli a casa perché potessero farlo senza essere disturbati.
La sfortunata Sylvia Likens, che ormai non andava più a scuola ed era tenuta prigioniera in casa, oltre quelle già descritte, subì queste torture da brividi horror:
A) la denudarono e legarono molto spesso.
B) le spensero delle sigarette sulla pelle.
C) la scottarono con l’acqua bollente.
D) fu picchiata di frequente e con inaudita violenza.
E) quando le procuravano dei tagli o delle ferite, poi ci cospargevano il sale.
F) la facevano mangiare pochissimo e spesso la costringevano a mangiare le sue feci ed a bere l’urina.
G) in almeno due casi le infilarono una bottiglietta della Coca-Cola nella vagina.
H) Il 22 ottobre del 1965, insieme a Richard Hobbs, Gertrude cominciò a incidere sulla pelle dell’addome di Sylvia la frase “I’M A PROSTITUTE AND PROUD OF IT” con un ago arroventato.
I) Hobbs, con l’aiuto di Shirley Baniszewski, che aveva soltanto 10 anni, utilizzò un bullone riscaldato per marchiare la lettera “S” sul petto di Sylvia.
L) Minacciandola con una spranga di ferro la costrinsero a scrivere una lettera in cui annunciava la propria fuga e raccontava le angherie subite attribuendole a una banda di ragazzi con cui si prostituiva.
La morte di Sylvia Likens
Quando la giovane torturata in ogni indicibile modo origliò del piano di Gertrude Baniszewski di bendarla e gettarla in una zona boscosa nelle vicinanze, tentò di fuggire, sebbene fino allora non ci avesse mai provato per non abbandonare il fratello e la sorella nelle grinfie della famiglia degli orrori.
Purtroppo la sua fuga durò ben poco e quando la catturarono, fu segregata al piano interrato e le furono dati soltanto dei cracker per nutrirsi. Il 26 ottobre del 1965, dopo diversi pestaggi, ustioni e bagni bollenti, Sylvia Likens morì per emorragia celebrale, shock e malnutrizione.
Alla vista del cadavere, Gertrude ordinò a Richard Hobbs di chiamare la polizia da una cabina telefonica. I poliziotti arrivarono subito alla casa delle torture da brividi horror e Gertrude, dopo avere chiuso a chiave il seminterrato, consegnò loro la lettera che aveva fatto scrivere a Sylvia. Aggiunse che i fantomatici “ragazzi” cui faceva riferimento la lettera avevano trascinato Sylvia fino a una macchina proprio davanti ai suoi occhi. Mentre Gertrude parlava, Jenny Likens si rivolse a loro e disse che se l’avessero portata via di lì, avrebbe raccontato tutta la verità.
I poliziotti la ascoltarono, quindi perquisirono la casa, aprirono il seminterrato e trovarono il cadavere di Sylvia. Subito dopo, arrestarono Gertrude, i suoi tre figli più grandi, Coy Hubbard, Richard Hobbs e ben 5 ragazzini (tra cui tre femmine) che si trovavano in casa in quel momento.
Il processo alla famiglia degli orrori
Durante il processo Gertrude negò ogni responsabilità per la morte, dichiarandosi non colpevole per infermità mentale; dichiarò che fosse troppo distratta dalla sua cattiva salute e la sua depressione per controllare i bambini. Gli avvocati dei giovani sotto processo (Paula e John Baniszewski, Richard Hobbs e Coy Hubbard, poiché per tutti gli altri le accuse si fermarono alle indagini preliminari) affermarono che i ragazzi avevano ricevuto pressioni da Gertrude.
Quando Marie Baniszewski, la figlia ormai undicenne di Gertrude, fu chiamata a presentarsi come testimone della difesa, lei crollò e ammise di essere stata costretta a riscaldare l’ago con cui Hobbs aveva inciso la pelle di Sylvia, e di avere visto sua madre picchiarla e costringerla a stare nel seminterrato.
Il 19 maggio del 1966, Gertrude Baniszewski fu condannata per omicidio di primo grado, ma fu risparmiata dalla pena di morte e condannata al carcere a vita. Sua figlia Paula, che aveva dato alla luce una figlia di nome Gertrude durante il processo, fu condannata alla reclusione a vita. Hobbs, Hubbard e John Baniszewski furono giudicati colpevoli di omicidio colposo e condannati da 2 a 21 anni di carcere.
I tre giovani ragazzi alla fine rimasero in carcere appena 2 anni, Paula uscì nel 1973 e Madre tortura nel 1985 per buona condotta, fatto che suscitò una protesta pubblica.
Gertrude Baniszewski cambiò il suo nome in Nadine van Fossan e si trasferì in Iowa, dove morì di cancro ai polmoni il 16 giugno del 1990. Quando Jenny Likens, ormai sposata vide il necrologio della donna sul giornale, lo ritagliò e lo spedì a sua madre con il commento: “Buone notizie. Accidenti, la vecchia Gertrude è morta. Ah ah ah! Ne sono felice”.
Richard Hobbs morì di cancro ai polmoni a 21 anni, quattro anni dopo essere stato rilasciato dal riformatorio.






