Le BESTIE DI SATANA furono dei satanisti della provincia di Varese che appartenevano alla categoria del Satanismo acido, responsabili di alcuni omicidi da brividi horror e induzione al suicidio.

Illustrazione della setta satanica
Questa setta satanica divenuta famosa nel mondo con l’appellativo di Bestie di Satana, aveva radici nel Satanismo Acido e utilizzava simboli esoterici come pentacoli, croci rovesciate e il numero 666, quello della Bestia dell’Apocalisse di Giovanni.
Il satanismo acido è un fenomeno del tutto indipendente dal movimento satanista, ma da connettere alla sottocultura giovanile, ossia a quei gruppi di giovani dediti a episodi criminosi di vario tipo, tra cui azioni violente, profanazione di cimiteri, abuso e spaccio di sostanze stupefacenti. Atti che loro dichiarano di compiere nel nome di “Satana” e contro il Dio cristiano.
Le Bestie di Satana nacquero a metà degli anni novanta e si ritrovano abitualmente nel parco Sempione e alla fiera di Sinigallia a Milano. Alcuni membri del gruppo erano degli spacciatori e comunque tutti facevano uso di sostanze stupefacenti. Quando il gruppo creò la Setta, istituirono delle “prove di coraggio” che venivano eseguite a cuor leggero a causa dello stordimento dalle droghe(come durante i riti d’affiliazione) oppure le sedute consistevano nell’infliggere dolore fisico. Le prove venivano suggellate nel momento della riuscita da un patto di sangue e dal gruppo si sarebbe potuto uscire soltanto da morti.

I primi membri della setta satanica furono Nicola Sapone e Paolo Leoni, il figlio di un ex-detenuto per omicidio noto come un satanista. Dopo si unì il tossicodipendente Andrea Volpe, descritto come un giovane squilibrato e con un forte carisma, e con lui s’iniziarono a progettare gli omicidi rituali assolutamente da brividi horror.
Gli omicidi delle Bestie di Satana
In questa sezione dell’articolo andremo a raccontare gli omicidi attribuiti alle Bestie di Satana, ma gli inquirenti trovarono anche alcuni collegamenti con altri omicidi rimasti irrisolti commessi nella stessa zona, arrivando a ipotizzare altri 18 casi di omicidio e di suicidio sospetti.
Gli omicidi di Fabio Tollis e Chiara Marino
Chiara Marino (19 anni) era l’unica ragazza stabilmente affiliata alla setta, poiché le altre erano troppo spaventate dai rituali. Quando uno dei membri affermò che Chiara Marino incarnasse la Madonna, allora tutti si scatenarono contro di lei. Ciò provocò nella ragazza un trauma psicologico e proferì l’intenzione di uscire dal gruppo. Mossa sbagliata, in quanto decisero di ucciderla.
Il primo tentativo fu quello di condurla in luogo frequentato da tossicodipendenti e procurarle un overdose di eroina, ma l’arrivo di una volante li fece scappare. Nel frattempo, il sedicenne Fabio Tollis si era reso conto della piega che stava prendendo il gruppo e manifestò l’intenzione di andarsene, cosicché decisero di ammazzare anche lui.
Dopo un tentativo di duplice omicidio andato a vuoto, nel gennaio del 1998 i membri della setta satanica attirarono le due vittime nei boschi col pretesto di un rito satanico, invece li aspettava una fossa profonda quasi due metri. Chiara Marino fu subito assassinata a coltellate da Nicola Sapone, mentre Tollis cercò di lottare per la sua vita, avendo anche una buona prestanza fisica. Tuttavia fu accoltellato ripetutamente e poi colpito alla testa con una mazzetta da muratore. Poi Nicola Sapone gli infilò in bocca un riccio di castagno per soffocare le sue urla e gli inflisse una coltellata alla gola.
Nei giorni successivi i membri della setta collaborarono attivamente alle indagini, distribuendo volantini con le fotografie degli amici da loro stessi assassinati, lasciandosi intervistare dal programma televisivo Chi l’ha visto?
Il suicidio di Andrea Bontade
Andrea Bontade, colpevole di non essersi presentato la sera del duplice omicidio, fu vittima di vari tentativi degli altri membri di stordirlo con droghe pesanti con lo scopo di indurlo al suicidio. Infine, una sera gli intimarono: «Se non lo fai tu lo facciamo noi».
Il 21 settembre del 1998, al termine di una serata trascorsa in un locale con gli altri membri della setta, durante la quale aveva bevuto parecchi alcolici e assunto droghe, prese la sua macchina e si schiantò contro un muro ad alta velocità, morendo sul colpo.
Omicidio di Mariangela Pezzotta
Nel 2004 Andrea Volpe riceve l’ordine da Nicola Sapone di uccidere Mariangela Pezzotta (ex ragazza di Volpe), perché conosceva troppi dettagli sugli omicidi. Così Volpe invita la Pezzotta a cena in una baita e mentre la sua nuova fidanzata, ossia Elisabetta Ballarin, si trova in cucina, spara due colpi in faccia alla sua ex, senza però ucciderla.
Volpe e la Ballarin, in condizioni alterate a causa delle droghe assunte, chiamarono in aiuto Sapone, il quale finì l’agonizzante vittima a colpi di badile nella serra antistante alla baita. Prima di andarsene, ordinò di lavare via ogni traccia di sangue, di seppellire la vittima nel giardino e di spingere nel fiume la sua automobile.
Quando Elisabetta Ballarin stava provando a fare sparire la macchina nel fiume, s’incastrò su un muretto ed ebbe un collasso causato dalle droghe. In tutta quella follia, Andrea Volpe chiamò i soccorsi e furono condotti in ospedale. Qui Elisabetta, ancora sotto l’effetto della droga, cominciò a mugugnare e ripetere frasi, apparentemente sconnesse, riguardanti la morte di una certa “Mariangela“. A questo punto i carabinieri, assieme alla procura, iniziarono a indagare e il giorno successivo ritrovarono il cadavere della Pezzotta nella serra della baita.
La fine delle Bestie di Satana
Con il ritrovamento del cadavere iniziarono gli interrogatori alla coppia e Andrea Volpe iniziò a confessare, attribuendo però la colpa a Nicola Sapone. Inizialmente gli inquirenti pensarono a un unico omicidio avvenuto a causa delle droghe e non pensarono all’ipotesi di una setta satanica. Tuttavia, in un successivo interrogatorio Andrea Volpe raccontò tutto: degli altri due omicidi, del suicidio di Bontade e delle Bestie di Satana.
Tali dichiarazioni condussero all’arresto degli altri membri e allo smantellamento della setta satanica, se almeno così la si potesse davvero definire.






