Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di TAMARA SAMSONOVA.

Tamara Samsonova è una serial killer russa che soprannominarono Baba Yaga oppure Granny killer, poiché assassinò almeno 11 persone e ne mangio alcune parti.
“Ho ucciso il mio inquilino Volodya, l’ho tagliato a pezzi nel bagno con un coltello e quindi ho messo i pezzi del suo corpo in una busta di plastica per poi disfarmene“, scrisse in un suo diario da brividi horror.
Chi era Tamara Samsonova
Tamara Samsonova nacque il 5 Febbraio del 1947 a Uzhur e dopo essersi diplomata al liceo, andò a Mosca per frequentare l’Università linguistica. Si laureò e in seguito si trasferì a San Pietroburgo, dove sposò Alexei Samsonov. Lavorò per un lungo periodo in un’agenzia di viaggi all’interno del Grand Hotel Europe e sembrava quindi condurre una vita del tutto normale.
Nel 2000 il marito scomparve nel nulla e lei si affidò alla polizia per ritrovarlo; tuttavia non sarà mai ritrovato e probabilmente sarà stata lei stessa prima a ucciderlo e poi a fare scomparire il cadavere nel nulla.
Dopo la scomparsa del marito, iniziò ad affittare una stanza del suo appartamento e proprio alcuni ignari inquilini saranno le sue vittime designate.
La serial killer Tamara Samsonova
Il primo omicidio accertato della serial killer che in seguito soprannomineranno Baba Yaga avvenne il 6 settembre del 2003, quando durante una lite, ammazzò a sangue freddo un suo inquilino. Dopo avere scaricato la sua follia omicida, smembrò il cadavere e lo abbandonò in strada.
Il secondo omicidio accertato, ossia quello che poi le costerà la cattura, avvenne nel Luglio del 2015, quando uccise Valentina Ulanova (79 anni). Le due si erano conosciute quando un amico in comune aveva chiesto alla Ulanova di ospitare la Samsonova a casa sua per un periodo di tempo, ossia finché non fossero terminati i lavori di ristrutturazione del suo appartamento. Alla fine la serial killer visse parecchi mesi a casa della donna e si trovava così bene che desiderava restare a vivere lì. Quando iniziarono alcune divergenze, alle quali susseguirono molti litigi, Valentina Ulanova chiese alla sua ospite di andarsene e lei decise di ucciderla.
Tamara Samsonova preparò il piatto preferito della Ulanova e ci mise alcune pillole che servivano per curare la schizofrenia. Poco dopo la donna svenne sul pavimento e la nonna assassina iniziò a smembrarla con due coltelli e una sega. Agghiacciante e da brividi horror che la vittima fosse ancora viva mentre veniva fatta a pezzi. Segò prima la testa, poi il corpo a metà e con i coltelli asportò gli arti. Utilizzò alcune borse per portare il cadavere reciso fuori dall’appartamento e poi, in un luogo lontano da occhi indiscreti, avvolse tutte le parti in una tenda da bagno e se ne andò come nulla fosse.
Il cadavere fu ritrovato vicino a uno stagno da un passante la sera del 26 luglio 2015, tre giorni dopo l’omicidio e lo smembramento. La polizia effettuò il riconoscimento del cadavere il giorno seguente e subito i sospetti ricaddero su Tamara Samsonova, la quale fu prontamente arrestata.
La fine della serial killer
Le indagini sull’omicidio della Ulanova condussero a qualcosa di terrificante; soltanto in quel momento si resero conto di avere appena arrestato una serial killer da brividi horror. Nella casa della Samsonova ritrovarono un diario scritto in tre lingue (russo, inglese e tedesco), dove come già accennato, c’era impressa la confessione sull’omicidio di Volodya nel 2003.
Oltre ciò, nel diario erano raccontati alcuni omicidi, il modus operandi, gli smembramenti e gli atti di cannibalismo che aveva perpetrato nei confronti di alcuni ospiti della sua casa. La serial killer ammetterà di avere ucciso e mangiato almeno 11 persone, ma secondo gli inquirenti le vittime potrebbero essere 14.
Nessuno poteva immaginare la follia omicida di Tamara Samsonova, poiché era sempre apparsa come una brava persona, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Invece, ormai è divenuta famosa per essere una serial killer senza scrupoli e una folle cannibale.






