Robert Hansen

0 Condivisioni

Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di ROBERT HANSEN.

Robert Hansen

Robert Christian Hansen, nato a Estherville il 15 febbraio del 1939 e morto il 21 agosto del 2014, è stato un serial killer americano che soprannominarono il cacciatore di donne o Butcher Baker. Questo spietato serial killer, nominato anche nella terza puntata di American Horror Story 1984 dalla psicologa Donna Chambers, fu il responsabile del rapimento e dell’uccisione di ben 17 donne tra il 1971 e il 1983, nei pressi di Anchorage, in Alaska.

Chi era Robert Hansen

Robert Hansen, il futuro cacciatore di donne, nasce a Estherville, in Iowa, da immigrati danesi. Suo padre fu un uomo molto violento che ha sempre cercato di reprimere il figlio, facendolo crescere pieno di insicurezze. Oltretutto, Robert era un ragazzino gracilino, incredibilmente timido e affetto da gravissime forme di balbuzie e acne.

Da ragazzo non ha nessun successo con il sesso opposto e questo gli fa sviluppare un odio incontrollato nei confronti del genere femminile. I suoi unici passatempi, in questo periodo, sono la caccia e il tiro con l’arco.

Nel 1957, per un anno presta servizio nell’esercito degli Stati Uniti, poi trova lavoro come assistente istruttore nella scuola di polizia di Pocahontas, sempre in Iowa. Nel 1960, finalmente riesce ad approcciare con una donna che ricambia e si sposano. Il 7 dicembre dello stesso anno si segnalano i suoi primi problemi con la giustizia, viene arrestato per avere dato fuoco al garage degli scuolabus della cittadina di Pocahontas e lo condannarono a 3 anni di prigione. La moglie chiede il divorzio durante la sua detenzione, che alla fine dura 20 mesi, dopo i quali viene rilasciato sulla parola e segnalato come individuo dalla “personalità infantile”.

Infatti, in prigione gli viene diagnosticato un disturbo bipolare e il suo psichiatra lo definisce: un uomo con una personalità ancora non sviluppata, infantile e ossessionato da un desiderio di rivalsa nei confronti di tutti quelli che a suo dire gli hanno fatto un torto.

Negli anni seguenti fu arrestato altre volte per piccoli furti e nel 1967 si trasferisce ad Anchorage, in Alaska, insieme alla sua seconda moglie e i loro due figli. Nella sua nuova città viene accettato e benvoluto dai concittadini, che lo considerano un provetto campione di caccia.

Durante i primi mesi del 1980, Robert Hansen segnala un furto nella sua abitazione e viene risarcito con 13.000 dollari dalla sua compagnia di assicurazione. Con i soldi apre una panetteria che si rivelerà piuttosto redditizia.

Il serial killer Robert Hansen

Il 12 settembre del 1982, due agenti fuori servizio della polizia locale decidono di trascorrere il pomeriggio a caccia nella grande area boschiva nei pressi di Anchorage, territorio per appassionati di caccia in cerca di trofei. Proprio in quel bosco accade qualcosa da Brividi Horror, ossia scoprono un cadavere decomposto e segnalano il fatto. Durante le perlustrazioni sul luogo del delitto, gli agenti trovano il bossolo di una cartuccia calibro 223 Remington.

Dalle indagini emerge che si tratta di Sherry Morrow (24 anni), ballerina al Wild Cherry Bar di Anchorage che scomparve ben 6 mesi prima. Siccome già due anni prima erano scomparse due ballerine di un night club, gli inquirenti iniziano ad approfondire la questione e quando iniziano a sparire altre ballerine e prostitute, hanno la certezza di ritrovarsi al cospetto di uno spietato serial killer, quello che soprannomineranno il cacciatore di donne o Butcher Baker.

Il 13 giugno del 1983, Robert Hansen offre alla 17enne Cindy Paulson 200 dollari per del sesso orale, ma quando la ragazza sale in macchina, lui la minaccia con una pistola e la porta a casa sua, dove la tiene in ostaggio, la tortura e la stupra. La giovane riesce a scappare in un modo rocambolesco e corre alla polizia, dove denuncia l’accaduto. Tuttavia, il cacciatore di donne fornisce un falso alibi agli inquirenti che lo interrogano e non viene arrestato.

A quel punto entra in scena l’F.B.I. e stila un profilo sul serial killer di Anchorage: uomo con bassa autostima, abituato al rifiuto da parte delle donne e che ama tenere ricordi degli omicidi. Con ogni probabilità, il serial killer soffre di balbuzie.

Il 27 settembre del 1983, nella perquisizione della casa di Robert Hansen, gli investigatori scoprono alcuni gioielli appartenenti ad alcune donne scomparse e molte armi da fuoco, oltre alla prova madre, una mappa aerea della zona con dei segni “X“. Interrogato, il serial killer prova a difendersi, fino a quando, di fronte all’evidenza delle prove, inizia a confessare gli omicidi delle donne, a cui sparava dopo averle portate nei boschi.

La fine del serial killer

Si scopre che le sue prime vittime risalissero al 1971 e che i segni X sulla mappa corrispondessero ai luoghi dove aveva occultato i cadaveri. Il cacciatore di donne conduce gli inquirenti sui luoghi delle 17 tombe marcate con la X e lì rinvengono altrettanti cadaveri. Di queste 17 donne ammazzate, ben 12 non riescono a identificarle.

La condanna per Robert Hansen il cacciatore di donne o per altri Butcher Baker è inevitabile: 461 anni di prigione, senza la possibilità di libertà condizionale. Il serial killer muore il 21 agosto 2014 per ragioni di salute non divulgate al pubblico.

Nel 2013 è uscito il film tratto dalla sua storia, intitolato Il cacciatore di donne (The Frozen Ground), dove il serial killer è interpretato da John Cusack.

0 Condivisioni

Add Comment