Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di ELIFASI MSOMI.

Elifasi Msomi fu un serial killer sudafricano da molti considerato uno stregone e che soprannominarono Axe Killer, poiché assassinò le proprie vittime con un coltello e soprattutto un’ascia.
Chi era Elifasi Msomi
Della vita di Elifasi Msomi prima di divenire noto per i suoi omicidi da brividi horror ne sappiamo davvero molto poco. Quindi non possiamo sapere se ha avuto una fanciullezza difficoltosa, problemi famigliari e quant’altro che in genere identifica un serial killer, ma sappiamo soltanto che già da giovane sognava di diventare un Sangoma, ossia uno stregone o uno sciamano.
Nato nel 1910, morirà per impiccagione il 10 Febbraio del 1956 proprio per i suoi tremendi omicidi nati da un incontro con un altro Sangoma. Un giorno, il futuro Axe Killer cercò assistenza professionale da un altro Sangoma, il quale gli spiegò di essersi messo in contatto con uno spirito del male dalle fattezze elfiche, peloso, mezzo uomo e mezzo animale di nome Tokoloshe.
Tale spirito del male, conosciuto anche come Tikoloshe, ordinò a Elifasi di uccidere a sangue freddo; almeno questo gli riferì lo stregone al quale si era affidato per migliorare le sue capacità. Secondo Elifasi, il Sangoma aveva davvero parlato con lo spirito maligno e decise di mettere in pratica tale richiesta. Avrebbe ammazzato senza pietà!
Il serial killer Elifasi Msomi
Gli omicidi da brividi horror del serial killer Elifasi Msomi iniziarono nel 1953, quando iniziò a uccidere con un coltello e un’ascia. Era spietato, ma giustificava i suoi crimini, perché era il demone Tokoloshe a fargli compiere gli omicidi. Nel 1955 stuprò una sua amante e davanti a lei ammazzò una ragazza a coltellate; per poi conservarne il sangue in una bottiglia. La sua amante, sconvolta da quanto accaduto, andò subito dalla polizia e lo arrestarono.
Poco dopo la cattura fuggì e uccise 5 bambini. Il suo modus operandi era quello di avvicinare le potenziali vittime mostrandogli le sue doti da sciamano, poi le conduceva in un luogo isolato e le uccideva.
La fine del serial killer
Lo arrestarono durante quell’anno e lo trovarono in possesso di molti oggetti appartenenti alle vittime, oltre un coltello e un’ascia. Ormai incastrato, aiutò la polizia a trovare alcuni resti delle vittime, tra cui una testa decapitata mancante.
Al processo, l’Axe Killer continuò a sostenere che era stato il demone Tokoloshe a fargli compiere gli omicidi. Due psicologi che lo esaminarono dissero che aveva un quoziente intellettivo superiore alla media e che uccideva perché provava eccitazione sessuale nell’infliggere dolore agli altri.
Nel settembre del 1955 lo condannarono a morte per 15 omicidi e nel 1956 lo impiccarono nella prigione di Pretoria. Appena 12 ore dopo la morte per impiccagione di Elifasi Msomi, la sua capanna prese fuoco, segno che gli Zulu interpretarono come di buon auspicio.






