Josef Mengele

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Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di JOSEF MENGELE.

Josef Mengele

Josef Mengele, nato nel 1911 e deceduto il 7 febbraio del 1979, è stato un militare, medico, criminale e assassino seriale tedesco. Questo crudele personaggio è noto per gli esperimenti medici e di eugenetica che svolse nel campo di concentramento di Auschwitz, usando i deportati come cavie umane, soprattutto bambini (era ossessionato dai gemelli), dai quali si faceva chiamare “zio” e che lui definiva “le mie cavie“. Lo soprannominarono Angelo della morte (Todesengel) e anche il dottor morte.

Chi era Josef Mengele

Nato a Günzburg, in Baviera, il 16 marzo 1911, era il primo di tre figli. Il padre, uomo di forte personalità e autorevolezza, era un noto industriale e dirigeva la Karl Mengele und Sohn, importante e affermata azienda produttrice di macchine agricole che impiegava circa 200 dipendenti, la madre, invece, era una donna molto autoritaria. Da ragazzo era una persona socievole e molto ambiziosa, intendeva a tutti i costi diventare un medico.

Iniziò i suoi studi all’Università Ludwig Maximilian di Monaco, dove conseguì la laurea in Antropologia nel 1935, con una tesi sulla Ricerca morfologico-razziale sul settore anteriore della mandibola in quattro gruppi di razze. Nel gennaio 1937 presso l’Istituto per la biologia ereditaria e per l’igiene razziale di Francoforte sul Meno, divenne assistente di Otmar Freiherr von Verschuer, un illustre scienziato, conosciuto per le sue ricerche nella genetica, con un particolare interesse per i gemelli.

Nel 1937 Josef Mengele si iscrisse al Partito Nazionalsocialista e nel 1938 alle SS. Nello stesso anno si laureò in Medicina, presentando una tesi intitolata Ricerche sistematiche in ceppi familiari affetti da cheiloschisi o da fenditure mascellari o palatali. Sempre in quel periodo si sposò.

Nel 1940, dopo essere entrato nelle SS, si arruolò volontario nella Waffen-SS per la seconda guerra mondiale, distinguendosi anche come soldato. Quando però nel 1942 rimase ferito, si ritirò dai campi di combattimento poiché non idoneo a combattere nelle prime linee. Poco dopo sarà trasferito ad Auschwitz, dove inizierà i suoi crudeli esperimenti sugli umani.

Josef Mengele veniva anche chiamato der weiße Engel (l’angelo bianco) dai deportati, per l’atteggiamento e per il camice che indossava quando si apprestava a scegliere chi avrebbe dovuto essere oggetto delle sue ricerche, chi avrebbe lavorato e chi era destinato alla camera a gas. Il più delle volte si dimostrava davvero crudele e senza scrupoli, tanto da guadagnarsi il soprannome di angelo della morte. Josef Mengele uccideva senza pietà prigionieri a calci, colpi di pistola o iniezioni di fenolo. Pensate che arrivò a disegnare una linea sul muro del blocco dei bambini, alta circa 150 centimetri, ordinando l’esecuzione nella camera a gas di chi non raggiungeva tale misura.

Il serial killer Josef Mengele

Con l’arrivo ad Auschwitz, il folle e spietato Josef Mengele intendeva riuscire con gli esperimenti nel campo di concentramento a effettuare quelle ricerche (soprattutto riguardo alla trasmissione dei caratteri e nell’ambito dell’eugenetica) tali da consacrarlo alla storia per sempre.

I suoi studi riguardarono essenzialmente il fondamento biologico dell’ambiente sociale, la trasmissione dei caratteri e i tipi razziali e infine le persone con elementi di anormalità (difformità, sviluppi morfologici anomali). Tali studi vennero condotti quasi esclusivamente sui gemelli, che rappresentavano la sua principale ossessione. Oltre a questi, studiò anche gli zingari e mostrò un certo interesse anche per i nani e gli ebrei, che Josef Mengele reputava forme umane anomale.

Josef Mengele analizzava i gemelli insieme, sottoponendoli a ricerche di tipo comparativo. Nel suo analizzare i gemelli identici, utilizzava persino delle sostanze chimiche. Una volta supervisionò un’operazione su due bambini rom che vennero uniti per creare dei gemelli siamesi artificiali, il risultato fu che le loro mani si infettarono e le vene si richiusero causando gangrena. Quando i gemelli non gli servivano più, era lui stesso a ucciderli, generalmente con un’iniezione di fenolo.

La fine di Josef Mengele

Appena terminata la seconda guerra mondiale, iniziò la ricerca dei criminali di guerra nazisti che in qualche modo erano riusciti a fuggire chissà dove. Josef Mengele era riuscito a procurarsi dei documenti falsi e s’imbarcò nel porto di Genova su una nave diretta in America meridionale. L’uomo dei crudeli esperimenti arrivò prima in Paraguay, dove rimase diversi anni, e poi iniziò a spostarsi per fuggire alla cattura. Infine arrivò in Brasile, dove rimase per circa un quarto di secolo e fino alla sua morte.

Nel 1979 morì di attacco cardiaco, a 67 anni, mentre nuotava a pochi metri dalla riva dell’oceano Atlantico. Fu sepolto nel cimitero di Nostra Signora del Rosario, a Embu das Artes, sotto la falsa identità di Wolfgang Gerhard.

La sua tomba venne scoperta nel 1985 e la salma venne riesumata nel 1992. I resti del dottor morte furono conservati in un magazzino dell’istituto di medicina legale di San Paolo del Brasile e oggi le ossa sono a disposizione degli studenti di medicina per i loro studi.

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