William Heirens

Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di WILLIAM HEIRENS.

William Heirens

William Heirens, nato nel 1928 e deceduto il 5 marzo del 2012, è stato un serial killer americano che soprannominarono il Killer del rossetto (The Lipstick Killer), poiché assassinò almeno 3 persone e lasciò un messaggio scritto per l’appunto con un rossetto in una delle scene del crimine.

Per amor di Dio fermatemi prima che possa uccidere ancora. Non posso controllarmi, scrisse con il rossetto.

Chi era William Heirens

Nato in un sobborgo di Chicago, quando aveva 11 anni raccontò a sua madre di avere assistito a un rapporto sessuale tra due giovani e la risposta lo turbò tremendamente. Sua madre, infuriata, gridò al figlio che il sesso fosse una cosa sporca, indecente e un veicolo di malattie. Turbato da ciò, quando qualche tempo dopo baciò la sua fidanzata, scoppiò in lacrime e vomitò.

William Heirens fu arrestato a soli 13 anni per il possesso di armi da fuoco che aveva nascosto in un frigorifero e in un solaio. Inoltre commise vari furti che giustificherà di averli fatti per noia.

Durante il periodo scolastico si rivelò un brillante studente e grazie ai suoi ottimi risultati accademici, fu ammesso alla University of Chicago. Si iscrisse alla facoltà di Elettrotecnica della stessa sede universitaria, ma non abbandonò la sua malsana abitudine di commettere alcuni furti.

Il serial killer William Heirens

William Heirens, l’assassino da brividi horror che soprannomineranno come il killer del rossetto, assassinò almeno 3 persone con una furia e una sete di sangue inaudita. Le vittime del serial killer furono:

1) Josephine Rossan:

La donna fu trovata morta in casa il 5 giugno del 1945; l’assassino l’aveva accoltellata molte volte e aveva avvolto la testa in un vestito. Le persone frequentate dalla vittima avevano tutte un alibi confermato e la polizia non aveva altri sospetti. Si diede la caccia a un uomo dalla carnagione scura che fu visto aggirarsi nei pressi dell’appartamento e in seguito scappare, ma nessuno fu in grado di identificarlo.

2) Frances Brown:

Il 20 dicembre del 1945 una donna delle pulizie trovò il cadavere di questa signora divorziata, poiché insospettita dal rumore assordante di una radio e dalla porta dell’appartamento della vittima rimasta socchiusa. La vittima era stata accoltellata molte volte e in casa trovarono la scritta con il rossetto.

3) Susanne Degnan:

La terza vittima accertata del killer del rossetto fu una bambina di soli 6 anni che scomparve improvvisamente dalla propria abitazione. Gli agenti trovarono una scala appoggiata sulla finestra della camera della piccola e un messaggio di riscatto, nel quale venivano richiesti 20.000 dollari in banconote di piccolo taglio e si intimava di non avvertire le autorità. Sull’altro lato del foglio era stata aggiunta una frase che ordinava di distruggere il messaggio per l’incolumità della bambina.

Il rapitore contattò più volte la famiglia per estorcere il riscatto, ma la telefonata veniva sempre interrotta prima di giungere a termine. Poi un giorno, una telefonata anonima disse di controllare la rete fognaria nei pressi dell’abitazione dei Degnan. Quanto scoprirono gli inquirenti fu da brividi horror, di un’atrocità immonda…

La polizia trovò la testa della bambina nella caditoia di un vicolo a un isolato di distanza dalla residenza dei Degnan, la gamba destra in una pozzetta di raccolta della fogna, il busto e la gamba sinistra in un altro canale di scolo. Le braccia furono recuperate un mese dopo in un tratto della rete fognaria presso la ferrovia Red Line di Chicago, a più di tre isolati dalla casa della vittima. La storia della piccola bambina smembrata scioccò l’intera nazione.

Alcuni indizi condussero gli inquirenti al luogo dello smembramento del cadavere, dove il serial killer del rossetto aveva ripulito tutto, ma alcune tracce di sangue furono ritrovate negli scarichi di alcune vasche.

La fine del serial killer

Lo arrestarono a soli 17 anni in seguito a un furto con scasso dove fu scoperto da un testimone che chiamò la polizia. Ci fu un inseguimento dove la polizia affermò che il ladro sparò un colpo verso di loro, ma sembra che ciò non sia mai accaduto.

Quando lo portarono in centrale nacquero subito i sospetti che potesse trattarsi del serial killer del rossetto e iniziarono un lungo interrogatorio. Successivamente William Heirens dichiarò di essere stato preso a calci nei testicoli, di essere stato tenuto quasi a digiuno per giorni e di essere stato sottoposto a iniezioni non autorizzate di Tiompetal Sodico. Durante i 6 giorni di interrogatorio il sospettato si dichiarò sempre estraneo ai fatti.

Soltanto dopo altre iniezioni di Tiompetal e prima dell’esame del poligrafo, a quanto pare Heirens si dichiarò colpevole, affermando di essere bipolare e che a uccidere fosse stato il suo alter ego, un certo George Murman. Dichiarazioni che in seguito ritratterà e affermerà di non avere mai detto.

Mentre le analisi sulla calligrafia del messaggio scritto con il rossetto e la scrittura di William Heirens non sembravano combaciare, la polizia analizzò le impronte insanguinate lasciate sullo stipite della porta con quelle di Heirens, e più avanti fu reso noto che un’impronta lasciata sul biglietto di riscatto coincideva con il suo mignolo sinistro in almeno nove punti. All’epoca, i sostenitori del sospettato fecero notare alle autorità che fossero necessari almeno dodici punti corrispondenti per potere avere un’identificazione schiacciante. Tempo dopo, il capo detective Walter Storms confermò che l’impronta sullo stipite fosse effettivamente dell’inquisito.

Oltre ciò, in casa del serial killer non trovarono alcuna prova che lo accomunasse alle vittime. La vicenda divenne molto intricata e nebulosa.

Il pubblico ministero chiese la sedia elettrica per l’imputato e durante il processo, i suoi avvocati difensori (certi che fosse davvero il serial killer) lo convinsero ad accettare un patteggiamento in cambio dell’ergastolo. William Heirens inizialmente rifiutò e continuò a dichiararsi innocente, ma dopo perpetue pressioni si dichiarò colpevole e raccontò l’andamento dei fatti che coincise con le prove e le teorie degli inquirenti.

Heirens più tardi dichiarò: “Ho confessato per salvarmi la vita”.

Dopo un tentativo di suicidio nei primi anni di prigionia fu un detenuto esemplare, tanto che nel corso degli anni settanta riuscì a laurearsi dietro le sbarre. Fino al momento della sua morte ha continuato a dichiararsi innocente e ancora oggi la sua vicenda fa discutere gli esperti. Morì nella sua cella il 5 marzo del 2012 a 83 anni; soffriva già da tempo di problemi renali.

Chissà se al processo fu stabilita la verità o fu consumata una grandissima ingiustizia… sarà davvero esistito il serial killer del rossetto oppure si è trattato di tre omicidi distinti?

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