Il dolcetto o scherzetto di Ronald Clark O’Bryan

In questa storia horror vi racconteremo di RONALD CLARK O’BRYAN, che una notte di Halloween approfittò del classico “dolcetto o scherzetto” per uccidere suo figlio. Una vicenda da brividi horror ideata da un padre folle che avvelenò suo figlio per rivendicare i soldi dell’assicurazione sulla vita.

Il dolcetto o scherzetto di Ronald Clark O'Bryan

L’omicidio nella notte di Halloween

Ronald Clark O’Bryan era un ottico che viveva in Texas, sposato e con due figli, Timothy ed Elizabeth. Era un uomo come tanti, all’apparenza gentile e che si adoperava per la comunità. Mai nessuno avrebbe ipotizzato che potesse ingegnare un piano così folle che lo condurrà all’omicidio del figlio.

Durante la notte di Halloween del 1974, O’Bryan portò i suoi due figli a fare dolcetto o scherzetto in un quartiere di Pasadena, ossia nel Texas. I bambini erano felici della serata e andarono subito a bussare a una casa, ma il proprietario non aprì. I bambini ci rimasero male e corsero alla casa successiva; nel frattempo, il padre rimase alcuni metri indietro e strinse tra le mani 5 Pixy Stix, delle caramelle molto note in America.

L’uomo era teso, poiché in precedenza aveva aperto le 5 Pixy Stix, le aveva mischiate con del cianuro di potassio e poi aveva richiuso i pacchetti con delle graffette. Quella notte delle streghe Ronald Clark O’Bryan era intenzionato a uccidere ben 5 bambini, quindi ne diede una a testa ai suoi figli, una a testa ai figli del suo vicino e un’altra a un bambino di 10 anni che aveva già visto.

Prima di andare a letto, Timothy decise di mangiare alcune caramelle che aveva raccolto tramite il classico dolcetto e scherzetto, e tra queste mangiò la Pixy Stix che gli aveva consegnato suo padre. Timothy iniziò subito a stare male con lo stomaco, a vomitare e ad avere le convulsioni. Il ragazzino morì durante il tragitto verso l’ospedale e in totale agonia.

Il terrore nella notte di Halloween

Ronald Clark O’Bryan disse alla polizia che il figlio aveva mangiato una Pixy Stix ricevuta durante la raccolta e scoprirono ben presto che era stata avvelenata con del cianuro. La polizia iniziò subito ad avvisare i genitori del quartiere e per fortuna nessuno dei ragazzini che aveva ricevuto una Pixy Stix l’aveva mangiata. I genitori del ragazzino di 10 anni si erano precipitati al piano di sopra e lo avevano trovato addormentato con la caramella in mano, per fortuna non consumata. Il ragazzo non era stato in grado di aprire le graffette che sigillavano l’involucro. Anche la figlia dell’assassino non aveva ancora consumato la caramella della morte.

Secondo un patologo che ha testato le Pixy Stix, quella consumata da Timothy conteneva abbastanza cianuro per uccidere due adulti, mentre le altre quattro caramelle ne contenevano abbastanza per uccidere da tre a quattro adulti. 

Le indagini sulle Pixy Stix avvelenate

Inizialmente Ronald Clark O’Bryan disse alla polizia che non riusciva a ricordare dove avesse ricevuto le caramelle avvelenate, poi messo sotto torchio, indicò il proprietario della casa che non aveva aperto la porta ai suoi figli. Dichiarò di avere visto soltanto il braccio dell’uomo, che aveva descritto come “peloso”.

La casa era di proprietà di un certo Courtney Melvin, un controllore del traffico aereo che quella sera si trovava a lavoro, come confermarono molti testimoni. L’uomo fu subito escluso dai sospettati e a quel punto le indagini si diressero con forza verso O’Bryan.

Si venne a sapere che O’Bryan fosse pieno di debiti, che stesse per essere licenziato e che fosse vicino al pignoramento della casa di proprietà. L’uomo, che in seguito soprannominarono come Candyman, aveva stipulato una polizza assicurativa sui figli alcuni mesi prima e quindi aveva deciso di ucciderli per riscattare i premi. La sua idea era quella di uccidere anche altri 3 bambini, in modo da non destare sospetti. Sua moglie, sconvolta per la morte del figlio e dalle atroci rivelazioni, disse di non sapere nulla delle polizze assicurative.

L’arresto e l’esecuzione di Candyman

Ronald Clark O’Bryan, il quale durante tutto il processo si era dichiarato innocente, fu accusato di un omicidio e quattro tentati omicidi. Il caso e il processo attirarono l’attenzione nazionale e la stampa lo soprannominò “The Candyman”.

Il 3 giugno del 1975, la giuria lo dichiarò colpevole e lo condannò a morte per folgorazione. Poco dopo essere stato condannato, sua moglie chiese il divorzio. Durante il carcere, O’Bryan fu messo in disparte da tutti gli altri detenuti, poiché lo disprezzavano per avere ucciso il figlio. Secondo quanto riferito, i detenuti presentarono una petizione per tenere una manifestazione organizzata alla data dell’esecuzione di O’Bryan per esprimere il loro odio nei suoi confronti.

Dopo vari rinvii dell’esecuzione, alla fine il 31 marzo del 1984 lo giustiziarono con un iniezione letale, quindi si era evitato la folgorazione. Il suo ultimo pasto fu una bistecca alla fiorentina, patatine fritte e ketchup, mais intero, piselli dolci, lattuga e insalata di pomodori con uova e salsa francese, tè freddo, dolcificante, salatini, una torta e vari panini.

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