Massacro di Villisca

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Il MASSACRO DI VILLISCA (Villisca axe murders) è una brutale storia horror di un plurimo omicidio irrisolto nel quale 8 persone, tra cui ben 6 bambini, furono ritrovate morte a colpi d’ascia.

Massacro di Villisca

Un massacro da film horror

Per raccontare il massacro di Villisca, Brividi Horror inizia col spiegarvi dove accadde la tragedia di cronaca nera e chi fu coinvolto. Ci troviamo nella cittadina di Villisca, nella contea di MontgomeryIowa, Stati Uniti. Questa piccola cittadina americana presentava al momento del massacro, avvenuto nel 1912, circa 2000 cittadini, in un censimento del 2010 è scesa ad appena 1250.

Già il luogo, piccolo e quasi sperduto, tipico di un film horror, fa da cornice a una storia ricolma di efferati omicidi che ancora oggi non trovano una spiegazione.

La famiglia Moore era composta dal padre Josiah B. Moore (43 anni), dalla madre Sarah di 39 anni, e i loro quattro figli: Herman di 11 anni, Mary Katherine di 10 anni, Arthur Boyd di 7 anni e Paul Vernon di 5 anni. Stiamo parlando di una famiglia piuttosto benestante che era ben conosciuta e apprezzata nella comunità.

Il 9 giugno del 1912, la piccola Katherine Moore invitò Ina Mae di 8 anni e Lena Gertrude Stillinger di 12 anni a trascorrere la notte nella loro abitazione, condannandole inconsapevolmente a morte. Per la famiglia Moore e le due giovani ospiti doveva essere una serata come tante altre, trascorsa in allegria e con una buona colazione al risveglio, invece, qualcuno ammazzerà tutti a colpi d’ascia e il caso diverrà famoso come il massacro di Villisca.

Il macabro ritrovamento dei cadaveri della famiglia Moore

Alle 7 di mattina del giorno dopo, Mary Peckham, la vicina della famiglia Moore, bussò alla loro porta. Vedendo che nessuno rispose, provò ad aprire la porta e scoprì che era chiusa a chiave. La donna continuò a suonare il campanello, ma ricevendo in cambio soltanto del silenzio, si allarmò e chiamò il fratello di Josiah Moore.

Ross Moore arrivò al civico ed entrò con le chiavi che possedeva in caso di emergenze; qualche passo e si ritrovò al cospetto dei cadaveri di Ina Mae e Lena Stillinger, le due piccole ospiti della famiglia. Dopo essere stato contattato, lo sceriffo Horton perlustrò la casa e scoprì che tutta la famiglia Moore era stata sterminata. L’arma del delitto, un’ascia di proprietà di Josiah, fu ritrovata nella stanza degli ospiti.

I medici arrivarono alla conclusione che il delitto doveva avere avuto luogo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Due sigarette spente ritrovate nella soffitta suggerivano che l’assassino o gli assassini avevano aspettato pazientemente che la famiglia Moore e le due ospiti si addormentassero.

La strage iniziò nella camera dei padroni di casa, dove Josiah e Sarah Moore stavano dormendo. Josiah ricevette più colpi d’ascia di ogni altra vittima, la sua faccia era stata talmente sfigurata che gli mancavano gli occhi. Il folle killer usò la lama dell’ascia contro Josiah e la parte non affilata sul resto delle vittime. Subito dopo furono assassinati tutti i figli dei Moore, poi il killer ritornò nella stanza di Josiah Moore per infliggere ulteriori colpi, rovesciando accidentalmente una scarpa piena di sangue, e per finire assassinò le due ospiti.

Gli investigatori stabilirono che tutte le vittime, eccetto Lena Stillinger, dormissero mentre furono uccise. Dedussero questo dal fatto che Lena fu ritrovata di traverso al letto e con una ferita da difesa sul braccio, segno che era sveglia e aveva cercato di reagire. La camicia da notte di Lena era alzata fino alla vita e non stava indossando indumenti intimi, portando la polizia a ritenere che l’assassino o gli assassini l’avessero sessualmente molestata o avessero tentato di farlo.

I sospettati del massacro di Villisca

1) Andrew Sawyer

Andy Sawyer era una persona di passaggio in città su cui non trovarono prove che lo collegassero all’omicidio, ma il suo nome sbucò spesso fuori nelle testimonianze. Qualcuno disse di averlo visto nei pressi della casa dove si era tenuto il massacro di Villisca quella stessa notte e altri che leggesse con troppo interesse gli articoli di giornale sul caso.

2) Il Reverendo George Kelly

Il reverendo George Kelly più volte aveva mostrato imbarazzanti attenzioni nei confronti delle ragazzine che frequentavano la chiesa e le giovani donne del paese. Il reverendo, dopo un lungo interrogatorio, in un primo momento si era autoaccusato del delitto, ma subito dopo ritrattò, affermando di essere stato indotto a formulare quell’ammissione di colpa. Tra l’altro le parole del reverendo furono dichiarate inattendibili, poiché soffriva di schizofrenia e poco tempo dopo fu ricoverato nel manicomio nazionale di Washington.

3) William Mansfield

Un altro sospettato per il Villisca axe murders fu William Mansfield, di cui più tardi si scoprì che aveva ucciso con lo stesso modus operandi la moglie, il suo bambino appena nato, il padre, la madre e la suocera. Tutto questo accadde esattamente 2 anni dopo il massacro della famiglia Moore. Non sbucò mai una prova che lo collegasse alla morte della famiglia Moore, soprattutto per il fatto che al tempo del massacro si trovava in Illinois.

4) Henry Lee Moore

Henry Lee Moore, ritenuto un serial killer (non collegato da nessuna parentela ai Moore), fu condannato per l’omicidio della madre e della nonna qualche mese dopo gli omicidi di Villisca, sempre usando un’ascia. Fu uno dei sospettati, ma anche per lui non trovarono mai una prova.

5) Sam Moyer

Durante l’inchiesta emerse che Sam Moyer (il fratellastro di Josiah Moore) spesso aveva minacciato di morte il suo fratellastro. Tuttavia, dopo approfondite indagini, l’alibi di Moyer lo scagionò da ogni sospetto.

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