Moses Sithole

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Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di MOSES SITHOLE.

Moses Sithole

Moses Sithole (nato il 17 novembre 1964) è un serial killer sudafricano e anche uno stupratore, che ha commesso gli omicidi della ABC, così chiamati perché iniziati ad Atteridgeville , proseguiti a Boksburg e finiti a Cleveland, un sobborgo di Johannesburg. Questo efferato serial killer, che assassinò almeno 38 persone tra il 16 luglio del 1994 e il 6 novembre del 1995, fu soprannominato in più modi: The ABC Killer, strangolatore sudafricano, Gauteng Killer e persino Ted Bundy Sudafricano.

Chi era Moses Sithole

Moses Sithole nacque il 17 novembre del 1964 a Vosloorus, un quartiere povero di Boksburg in Sudafrica. Negli anni in cui nacque era ancora in vigore l’Apartheid, che rese la vita difficile a molti sudafricani.

La vita di Moses Sithole prende una piega decisamente tragica quando rimase orfano del padre alla giovane età di 5 anni. Sua madre, poco tempo dopo essere rimasta vedova, portò i suoi figli in una stazione, chiamò la polizia e disse che i bambini erano dei mendicanti e che lei non fosse la sua mamma. Incredibile che i poliziotti accorsi sul posto credettero a quella fandonia e si presero in carico i 5 bambini appena abbandonati.

Moses Sithole trascorse la sua infanzia con i 4 fratelli in un orfanotrofio, dove fu spesso maltrattato. Anni dopo è stato arrestato per stupro e trascorse ben 7 anni in prigione. In seguito affermerà di essere divenuto un serial killer perché le donne da lui uccise gli ricordavano quelle che lo avevano accusato falsamente di stupro anni prima.

Il serial killer Moses Sithole

Lo strangolatore sudafricano appariva nella quotidianità come un tipo socievole, mite e pronto ad aiutare il prossimo. Proprio per questi motivi, nessuno sospettava che potesse essere un serial killer senza scrupoli. Nel periodo degli omicidi, Moses Sithole gestiva un organizzazione che si dedicava agli abusi sui minori e proprio con tale scusa attirava a sé le potenziali vittime.

Il Ted Bundy sudafricano, usando la scusa di essere un ricco uomo d’affari che voleva offrire un lavoro per la sua organizzazione di beneficenza, faceva cadere nella sua tela molte donne di colore tra i 18 e 45 anni. Prima le attirava in luogo lontano e isolato, poi le stuprava e le strangolava con la loro biancheria intima. Accanto ai cadaveri lasciava ammucchiati degli oggetti: coltelli, specchi, croci, bibbie bruciate e uccelli morti impalati e trafitti da spilloni. In alcuni casi chiamava per telefono le famiglie delle vittime e si prendeva gioco di loro. Una volta ha inflitto una ferita alla testa al figlio di 2 anni di una delle sue vittime e lo ha lasciato morire dissanguato.

Nel 1995 aveva già assassinato oltre 30 persone, muovendosi con disinvoltura tra Atteridgeville, Boksburg e Cleveland (da questo nacque il soprannome ABC killer); scatenando il panico a livello nazionale. A quel punto entrò in gioco l’FBI e persino il presidente Nelson Mandela visitò Boksburg di persona per fare un appello pubblico dove chiedeva assistenza ai cittadini per individuare un insospettabile serial killer.

La fine del serial killer

Nell’agosto del 1995, finalmente gli inquirenti associano un sospettato agli omicidi ABC. Secondo alcune testimonianze, Moses Sithole era stato visto in compagnia di una delle vittime e la polizia, dopo averlo identificato, scoprì i suoi reati precedenti di stupro. Proprio in quel momento parte la caccia all’uomo, dove gli agenti provarono ad arrestarlo seguendo le telefonate che effettuava, ma gli sfuggì per ben 3 volte.

Lo arrestarono finalmente il 18 ottobre del 1995 a Johannesburg, in seguito a una segnalazione fatta da un suo parente. Non fu facile arrestarlo, in quanto era armato, ma alla fine un poliziotto gli sparò due volte per catturarlo, colpendolo vicino allo stomaco.

Lo collegarono a una decina di omicidi, ma Moses Sithole, ormai sotto scacco, ne confessò ben 38. Tuttavia, gran parte delle vittime rimasero non identificate.

Il 5 dicembre del 1997, a conclusione del processo, lo trovarono colpevole di almeno 38 omicidi e 40 stupri, così lo condannarono a 2410 anni di carcere, la massima pena secondo il codice di leggi sudafricano (la pena di morte era già stata abolita da tempo). Moses Sithole è ancora recluso in un carcere di massima sicurezza a Pretoria.

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