Charles Sobhraj

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Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di CHARLES SOBHRAJ.

Charles Sobhraj

Charles Sobhraj (nato il 6 Aprile del 1944) è un truffatore, un ladro e soprattutto un serial killer che soprannominarono Bikini Killer, Splitting Killer e the Serpent. Questo serial killer, oltre che drogare e derubare i turisti, in particolare i giovani che viaggiavano a Bangkok, assassinò ben 12 persone.

Chi era Charles Sobhraj

Nato a Saigon nel 1944, Charles Sobhraj si trasferisce in Francia con la madre quando era soltanto un bambino e in adolescenza inizia a compiere i primi crimini: soprattutto furti con scasso. Nel 1963 fu arrestato e finì in prigione, dove grazie alla sua capacità di manipolare le persone convinse molti funzionari della prigione a fargli dei favori.

Uscito molto presto dal carcere, fece un po’ di soldi continuando con furti e truffe. Proprio in quel periodo conobbe Chantal Compagnon, una giovane donna parigina di una famiglia conservatrice, con la quale si sposò e poi scappò in Asia per sfuggire all’arresto. Dopo avere viaggiato con documenti falsi, derubando i turisti lungo la strada, la coppia in fuga arrivò a Mumbai e Chantal diede alla luce una bambina, Usha.

Nonostante la nascita di sua figlia, Charles Sobhraj, il serial killer da brividi horror che tempo dopo soprannomineranno Bikini Killer o the Serpent per la sua capacità di sfuggire alle autorità, continuò con le truffe, i furti e le fughe in giro per l‘Asia. Quando finisce per rintanarsi in Iran, sua moglie, stanca di quella vita, prende la bambina e torna in Francia, giurando di non rivederlo mai più.

In fuga, Charles Sobhraj iniziò a finanziare il suo stile di vita fingendosi un venditore di gemme o uno spacciatore per impressionare e fare amicizia con i turisti che finiva per truffare. Tornato in India, incontrò Marie-Andrée Leclerc (1945–1984) una turista in cerca di avventure. La donna vestirà per del tempo i panni di Monique, moglie del commerciante di gemme Alain Gautier, uno degli alias più utilizzati dal serial killer.

Il serial killer Charles Sobhraj

Quando il truffatore da brividi horror incontrò il giovane indiano Ajay Chowdhury e lo nominò suo braccio destro, i due oltre che truffare e derubare le persone, iniziarono anche a ucciderle. Secondo gli investigatori, gli omicidi di Charles Sobhraj era soprattutto dovuti al fatto che alcune delle persone truffate o dei suoi seguaci avessero provato a minacciare una possibile denuncia alle autorità, mentre lui dichiarò che furono tutte morti accidentali, dovute a overdose di droghe.

Il serial killer iniziò a uccidere nel 1975 e la sua prima vittima fu una giovane donna di Seattle, Teresa Knowlton, che fu trovata annegata in una pozza di marea nel Golfo di Thailandia; indossava un bikini a fiori. La vittima successiva fu un giovane ebreo sefardita turco nomade, Vitali Hakim, il cui corpo bruciato fu ritrovato sulla strada per il resort dove risiedevano il serial killer e il suo clan di truffatori in crescita.

Dopo avere avvelenato e strangolato due studenti olandesi in vacanza e poi averne bruciato i corpi, assassinò Charmayne Carrou, che era arrivata per indagare sulla scomparsa del suo fidanzato Vitali Hakim. La donna fu trovata annegata in costume da bagno, così nacque il soprannome di Bikini Killer.

Il serial killer assassinò in seguito una coppia di americani e insieme a Monique viaggiarono per l’Asia usando i loro passaporti. Tornati in Thailandia, il serial killer continuò con truffe e omicidi, grazie all’aiuto del suo fidato complice Ajay Chowdhury, che tuttavia ucciderà dopo un furto di gemme in Malesia.

Nel frattempo, il diplomatico olandese Herman Knippenberg e la sua allora moglie Angela Kane iniziarono a indagare sugli omicidi dei due studenti olandesi. Con l’aiuto di Nadine e Remi Gires (vicini di casa del serial killer), Knippenberg raccolse delle prove e costruì una causa contro di lui. Quando ottenne il permesso di perquisire l’appartamento del Bikini Killer, ormai già in fuga, trovò molte prove, tra cui: documenti e passaporti delle vittime, oltre a veleni e siringhe.

La fine del serial killer

Charles Sobhraj e Marie-Andrée Leclerc, alias Monique, hanno continuato a spostarsi in Europa per poi tornare in Asia, a Nuova Deli, dove sono stati finalmente arrestati nel 1976, poiché avevano provato a drogare e derubare un gruppo di studenti francesi. Anche dopo l’arresto, the Serpent non si è scoraggiato e ha trasformato il processo in un vero e proprio spettacolo di cui è stato l’unico protagonista, tra scioperi della fame e teatrali querelle con i suoi stessi avvocati.

Una volta condannato, in prigione è riuscito a corrompere le guardie e a vivere una vita più che agiata. Diversa fu la sorte di Monique, alla quale concessero di tornare in Canada, dove morì per un tumore alle ovaie a soli 38 anni.

Ormai prossimo a finire di scontare la pena in India, ad attendere il Bikini Killer c’era ancora un mandato d’arresto thailandese che avrebbe quasi sicuramente portato a una condanna a morte. Così nel marzo 1986, nel suo decimo anno di prigione, the Serpent organizzò una grande festa per le sue guardie e gli altri detenuti, dove li drogò con sonniferi e fuggì di prigione. Scovato e arrestato in un ristorante, la sua pena detentiva fu prolungata di 10 anni, proprio come aveva sperato per fuggire alla pena capitale in Thailandia.

Il 17 febbraio del 1997 fu rilasciato e le autorità indiane gli permisero di tornare in Francia, dove visse tra interviste e set fotografici, guadagnando somme ragguardevoli. Incurante delle conseguenze torna poi in Nepal, dove è ancora ricercato per l’omicidio di un canadese e un’americana, e nel 2003 fu arrestato in un casinò di Kathmandu. Sempre grazie alle prove raccolte dal diplomatico olandese Knippenberg e dall’Interpol, viene condannato all’ergastolo.

Charles Sobhraj si trova ancora in carcere in Nepal, sebbene sia in pessime condizioni per problemi cardiaci, infatti, nel 2018 fu operato a cuore aperto.

Dopo essere stato oggetto di tre libri e alcuni show televisivi, la storia del serial killer è divenuta nel 2021 una miniserie targata Netflix e intitolata: “The Serpent“.

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