Voodoo

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Il VOODOO (Vudù in italiano) è una religione di origine afroamericana, molto antica, ricca di simbologie e con caratteristiche fortemente esoteriche.

Voodoo

Ai giorni nostri il voodoo, considerato da molti un’attività paranormale, è praticato da circa 60 milioni di persone in tutto il mondo ed è stato riconosciuto come religione ufficiale in Benin, dove è organizzato in una Chiesa alla quale aderisce l’80% della popolazione, e a Haiti dove è praticato da gran parte della popolazione. Si ritiene che l’origine del termine provenga dal termine africano vodu, che tradotto letteralmente significa ‘spirito’, ma viene più accomunato al significato ‘segno del profondo’.

Storia del voodoo

Come abbiamo già anticipato, il moderno Voodoo è una derivazione di una delle religioni più antiche al mondo, presente in Africa dall’inizio della civiltà umana. Il vudù si è diffuso al di fuori dell’Africa dopo le prime colonizzazioni europee e in seguito nelle Americhe, dove a oggi è molto forte a Haiti.

Il voodoo rappresentò per gli schiavi africani uno spiraglio di luce nella miseria della schiavitù, una fede comune che poteva farli sentire parte di una cultura valorizzata, nonché parte di una comunità. Tuttavia il vudù dovette affrontare una dura lotta contro l’oppressione esercitata dal cattolicesimo: la Chiesa cattolica combatté contro l’espressione religiosa africana, a causa del suo insieme di superstizioni e magia nera.

Nonostante le repressioni, il vudù attirò un numero sempre maggiore di adepti, proprio grazie a quell’alone di proibito e misterioso che la sua condanna aveva originato.

Struttura del voodoo

Iniziamo col precisare che nel voodoo si riconosce una divinità suprema, forse concepita sulla base del Dio cristiano, che nella tradizione africana sarebbe indicato con nomi quali MawuOlorun Gran Met (dal francese Grand Maître, ovvero “Grande Maestro“). Secondo questa pratica religiosa, la divinità suprema è percepita come lontana, non conoscibile dall’uomo, mentre ci sono altre divinità percepibili dall’essere umano.

Le divinità del voodoo vengono chiamate Loa, le quali svolgono il fondamentale ruolo di intermediazione fra il mondo sovrannaturale e l’uomo. Tra queste divinità troviamo:

Papa Legba

Raffigurato come un vecchio, il suo dominio sono le strade, i passaggi e la comunicazione. In quanto tale viene invocato sempre per primo durante i riti vudù, poiché accolga la preghiera di aprire i canali attraverso cui gli altri loa, specifici per ogni problema, potranno recepire le preghiere dei fedeli. Per queste qualità è associato, e spesso venerato, nelle sembianze del San Pietro della tradizione cristiana.

Papa Ghede 

Papa Ghede è il cadavere del primo uomo che sia mai morto. È riconosciuto come un uomo basso e scuro con un cappello alto in testa, a cui piace fumare sigari a buon mercato e mangiare mele. Papa Ghede aspetta all’incrocio per portare le anime nell’aldilà. Se un bambino sta morendo, si prega a Papa Ghede. Si ritiene che non prenderà una vita prima del suo tempo e che proteggerà i più piccoli. Papa Ghede ha un senso dell’umorismo molto grossolano, una capacità divina di leggere le menti degli altri e la capacità di conoscere tutto ciò che accade nei mondi dei vivi e dei morti.

Erzulie

Erzulie è la divinità femminile per eccellenza, associata all’amore e alla bellezza, al matrimonio, al lusso e alla danza. Secondo la tradizione indossa tre fedi nuziali, una per ognuno dei suoi tre mariti: DamballaAgwé Ogun ed è generalmente simboleggiata da un cuore e legata ai colori rosa, blu, bianco e oro. Durante i riti voodoo le donne impossessate dalla dea cadevano in uno stato di trance per mezzo del quale simulavano complessi rituali di corteggiamento e seduzione diretti verso tutti gli uomini presenti all’evento, le donne invece venivano schivate in quanto rivali.

Ogun

Nelle raffigurazioni appare abitualmente nella posa di guerriero, con in mano un machete o una sciabola; veste con colori viola e porta attorno alla vita un gonnellino che lo preserva dai mali del mondo. È un guerriero e ed è conosciuto come il Dio del ferro.

Agwé

Agwé è una divinità (Loa nel voodoo) che governa il mare, i pesci e le piante acquatiche.

Damballa

Simboleggiato dalla biscia o dal boa, Damballa è il Dio del cielo. Padre di tutti gli altri loa, fornisce e comunica le conoscenze occulte e il sapere, è un grande spirito fertile e saggio che aiuta anche ad evitare passi falsi e prendere le buone e giuste direzioni. I fedeli posseduti da Damballa cominciano a sibilare a strisciare come serpenti e a nutrirsi di uova come fanno i rettili.

Il concetto di anima nel voodoo

Nel voodoo, l’anima è concepita come distinta in due corpi, il grande angelo guardiano e il piccolo angelo guardiano. La prima parte dell’anima è considerata quella più materiale, e per questo strettamente legata al corpo, tanto da lasciarlo solo in seguito alla morte. La seconda è considerata invece la parte più sottile, in grado di lasciare spesso il corpo, più soggetta a influssi esterni e si ritiene che se ne possano impossessare, trasformando la persona in uno zombie.

La bambola voodoo

Come tutte le religioni antiche anche il vuduismo ha numerosi cerimoniali legati alla magia e particolarmente vasto sembra essere l’arsenale della magia nera. Uno degli aspetti più caratteristici del vudù è appunto la bambola voodoo.

La bambola dovrebbe rappresentare una persona in particolare, sulla quale si voglia apportare delle azioni, che possono essere positive o negative: per esempio farle del male o guarirla. Sulla bambola possono essere attaccati peli o capelli che appartengono alla persona in questione e per mezzo di essa si possono controllare le persone. 

Queste bambole possono essere di ogni forma e spesso vengono create con dei materiali semplici come cotone, stoffa, paglia, argilla. A seconda del colore degli oggetti che si utilizzano nel costruirla, la bambola voodoo assume un significato particolare.

Gli zombie

Secondo la tradizione magica del vudù, alcuni potenti stregoni sarebbero in grado di riportare alla vita i morti, creando i cosiddetti zombie. A tal proposito ci sono numerose testimonianze, come quella della scrittrice statunitense Zora Neale Hurston che riuscì a fotografare una zombie ad Haiti. Si sarebbe trattato di Felicia Felix Mentor, deceduta nel 1907 e ricomparsa misteriosamente nel 1936 sotto forma di zombie.

Al di là delle leggende, il professor Heinz Lehamann, dopo aver esaminato diversi zombie, afferma che in realtà si tratterebbe di malcapitati a cui è stata somministrata una potente droga che indurrebbe uno stato di morte apparente prima e di vita vegetativa poi.

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