Gerard Schaefer

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Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di GERARD SCHAEFER.

Gerard Schaefer

Gerard Schaefer, nato in Wisconsin il 25 marzo 1946 e deceduto il 3 dicembre 1995, è stato un serial killer che soprannominarono “il carnefice” (The Hangman). Lo condannarono per 2 omicidi, ma ne avrebbe commessi 34. Il serial killer, sfruttando la divisa di poliziotto, convinceva giovani autostoppiste a salire sulla sua auto. Le portava poi in un luogo isolato e, sotto la minaccia di una pistola, le legava, abusava di loro e le uccideva.

Chi era Gerard Schaefer

Gerard Schaefer nacque nel Wisconsin e nel 1960 si trasferì con la famiglia in Florida. Era il primo di 3 figli e odiava il padre perché credeva che favorisse la sorella. La sua vita trascorre comunque abbastanza tranquillamente, fino all’adolescenza, quando prende vita in lui l’ossessione per la biancheria intima femminile.

Spinto da questa ossessione, praticò il travestitismo e diventò un voyeur. Amava spiare di continuo una ragazza del suo quartiere, una certa Leigh Hainline. Un altro sintomo che avrebbe spinto il giovane Gerard Schaefer a diventare il folle serial killer che soprannomineranno il carnefice, sarà il sorgere di uno degli elementi della Triade di MacDonald, lo zoosadismo (una pratica tipica dei serial killer, ossia quella di torturare e uccidere gli animali).

Nel 1964 si iscrisse all’università e nel 1969 diventò un insegnante, ma fu ben presto licenziato dal preside per “comportamenti totalmente inappropriati”. Dopo avere provato invano a diventare un prete, nel 1971, a 25 anni, diventò un agente di pattuglia.

Quando aveva 19 anni ebbe una relazione che durò circa 2 anni con Sondra London, la quale in futuro pubblicherà il libro Killer Fiction, una raccolta di racconti sadici e disegni trovati in casa di Schaefer. Dopo il 1991, Sondra London tagliò ogni relazione con Gerard Schaefer e si concentrò su Danny Rolling. Furioso per questo accadimento, Schaefer le mandò delle minacce di morte.

Il serial killer Gerard Schaefer

Prima di addentrarci negli omicidi di Gerard Schaefer, iniziamo col raccontare un fatto che sarà associato a lui dopo il suo arresto, ma sul quale non troveranno mai delle prove, ossia la scomparsa nel 1969 di Leigh Hainline, la ragazza che da giovane spiava di continuo.

Il carnefice sfruttava il fatto di essere un poliziotto per adescare delle giovani autostoppiste e poi legarle, torturarle e ucciderle.

Il 21 luglio 1972 il serial killer fermò 2 giovani autostoppiste, Pamela Wells (17 anni) e Nancy Trotter (18), e le condusse nella zona paludosa di Hutchinson Island. Dopo averle minacciate di venderle nel mercato della prostituzione, le fece scendere dalla macchina e le legò per il collo a un albero in modo che, in equilibro sulle radici, le ragazze si sarebbero impiccate se fossero scivolate. Stava per iniziare a torturarle, quando gli arrivò una chiamata sulla radio di servizio e fu costretto ad allontanarsi. Durante la sua assenza, le due giovani riuscirono a liberarsi e diedero l’allarme alla stazione di polizia più vicina.

Gerard Schaefer, per tutelarsi, telefonò allo sceriffo sostenendo di avere fatto “qualcosa di stupido“: che voleva spaventare delle ragazze al punto che non avrebbero più fatto l’autostop. Se la caverà con soli 6 mesi di carcere.

Il 27 settembre del 1972 torturò e uccise Susan Place (17 anni) e Georgia Jessup (16 anni), poi seppellì i loro corpi.

In alcune lettere confesserà di avere ucciso 34 donne e ragazze, ma sarà condannato soltanto per 2 omicidi. Durante la perquisizione in casa del carnefice, trovarono gli effetti personali di almeno 8 donne scomparse.

La fine del serial killer

Nell’aprile del 1973 ritrovarono i cadaveri decomposti e macellati delle due ragazze assassinate l’anno precedente, Susan Place e Georgia Jessup. Quando la polizia scoprì che erano state legate a un albero, le collegarono a Gerard Schaefer e gli perquisirono la casa. Nella sua stanza da letto trovarono molte storie scritte da lui che descrivevano stupri, torture e omicidi ai danni di donne. Trovarono anche molti oggetti che appartenevano a donne scomparse, diari, gioielli e persino denti.

Lo arrestarono il 7 aprile 1973 e lo condannarono all’ergastolo per i due omicidi del 1972; a inchiodarlo fu una borsa che apparteneva a Susan Place.

Il 3 dicembre del 1995, all’età di 49 anni, lo trovarono morto nella sua cella, ucciso con 42 coltellate alla testa e al collo da un altro prigioniero, forse un criminale trentatreenne di nome Vincent Faustino Rivera, il quale non confessò mai il delitto. Non si conosce di preciso il motivo del suo delitto, ma pare che i due avessero litigato per una tazzina di caffè.

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