Genene Jones

Per la rubrica sui serial killer, oggi parleremo di GENENE JONES.

Genene Jones

Genene Jones, nata in Texas il 13 Luglio del 1950, è una serial killer americana che assassinò almeno 60 neonati e bambini affidati alle sue cure e che ispirò il personaggio di Annie Wilkes nel romanzo Misery di Stephen King. Soprannominata baby killer oppure killer nurse (infermiera assassina), usava iniezioni di digossinaeparina e successivamente succinilcolina per indurre la morte nei suoi pazienti.

Chi era Genene Jones

Genene Jones fu data in adozione alla nascita a Dick e Gladys Jones, i quali vivevano in una villa a due piani con quattro camere da letto appena fuori da San Antonio. I coniugi Jones, non contenti di una sola figlia, adottarono anche altri tre bambini, due più grandi e uno più piccolo di Genene.

Dick Jones era un uomo molto esuberante, amava il gioco d’azzardo e possedeva un night club. Fu persino arrestato per furto di denaro e gioielli in una cassaforte di una villa, ma quando affermò che lo aveva fatto per scherzo, conoscendo ovviamente la vittima, le accuse furono ritirate.

Genene Jones si sentiva la pecora nera della famiglia ed era piuttosto isolata dalle amicizie, poiché era prepotente e aggressiva. Era ben nota per sapere mentire e manipolare le persone.

Da ragazzina era molto legata al suo fratello minore Travis, che a 14 anni (quando Genene ne aveva 16) costruì una tubo bomba che gli esplose in faccia e lo uccise. Genene Jones, quella che un domani la soprannomineranno Baby killer o killer nurse, ne uscì distrutta, sentendosi ancora più emarginata.

Alla morte di suo padre per un cancro, nel 1968 sposò il suo fidanzato della scuola superiore con il quale ebbe due figli, sebbene il matrimonio durò ben poco, giusto qualche anno. In seguito si sposerà di nuovo con un assistente infermieristico di 19 anni, che chiederà il divorzio dopo avere scoperto dei tremendi omicidi.

La serial killer Genene Jones

In fin dei conti la storia di Genene Jones potrebbe anche sembrare molto normale, almeno fin quando vengono fatte delle scoperte da brividi horror, ossia che la donna fosse in realtà un mostro in preda alla follia. Mentre lavorava come infermiera nell’unità di terapia intensiva pediatrica, un gran numero di bambini iniziarono a morire improvvisamente.

Queste morti agghiaccianti andarono avanti per diverso tempo, fin quando un medico trovò alcuni fori in una bottiglia di succinilcolina (Suxametonio cloruro) nel deposito dei farmaci, a cui soltanto lei stessa e la Jones avevano accesso. Successivamente si scoprì che il contenuto della bottiglia apparentemente piena era stato diluito.

La succinilcolina è un potente paralitico ad azione rapida che causa una paralisi temporanea di tutti i muscoli scheletrici, compresi quelli che controllano la respirazione; il farmaco viene utilizzato nell’anestesia generale.

Finalmente la baby killer era stata scoperta e fu prontamente arrestata per la morte di almeno 60 bambini!

La fine della serial killer

Nonostante le almeno 60 morti sospette che gravavano su di lei, nel 1985 la condannarono a un totale di 159 anni soltanto per le morti di Chelsea McClellan di 15 mesi e di Rolando Santos. Una fu ammazzata con la succinilcolina e l’altro con l’eparina.

Finalmente questa storia da brividi horror stava volgendo al termine, ma per una legge utile a prevenire il sovraffollamento carcerario, era stata nominata per il rilascio nel 2018. Per evitare questo terribile errore, la incriminarono il 25 maggio del 2017 per l’omicidio avvenuto nel 1981 di Joshua Sawyer di soli 11 mesi. Genene Jones si dichiarò colpevole dell’omicidio e fu condannata all’ergastolo.

La baby killer o killer nurse non potrà beneficiare della libertà condizionale fino a quando non avrà 87 anni. Ovviamente siamo tutti molto felici di ciò, perché di certo non vorremmo mai rivedere in libertà una spietata assassina di bambini che ispirò la creazione del personaggio di Annie Wilkes.

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